Non c’è neppure bisogno che Bersani s’inventi qualcosa
Penso che Berlusconi abbia ragione, perlomeno per quel che riguarda l’ultima parte della sua dichiarazione: ora come ora non esiste, all’interno del Parlamento e in questa legislatura, alcuna alternativa a questa maggioranza. Ma penso anche che più che una possibilità si tratti per Berlusconi di un vincolo, anzi di una camicia di forza. di Paolo Ferrandi - paferrobyday
9 AGO 20

Penso che Berlusconi abbia ragione, perlomeno per quel che riguarda l’ultima parte della sua dichiarazione: ora come ora non esiste, all’interno del Parlamento e in questa legislatura, alcuna alternativa a questa maggioranza. Ma penso anche che più che una possibilità si tratti per Berlusconi di un vincolo, anzi di una camicia di forza.
Cerco di argomentare. La coalizione che sostiene il governo nei due rami del Parlamento non è quella uscita dalle urne e che ha goduto di un sostanzioso premio di maggioranza, ma una specie di coacervo di forze e persone differenti tenute assieme da un collante molto resistente: il potere. Ma il potere senza un orientamento ideale (o ideologico) è una specie di macchina celibe: un meccanismo che genera mostri, o, meglio, tenuto conto dell’eterno gusto italiano per la commedia, macchiette come Scilipoti. Berlusconi non ha più un orizzonte ideale, una stella polare con la quale indirizzare l’azione di governo. Rimane il suo carisma personale, ma anch’esso è corroso dall’età che avanza e che non riesce più a mascherare con il trucco televisivo.
A questo punto - per il bene della “ditta”, una metafora cara al suo attuale avversario, Pier Luigi Bersani – si dovrebbe passare la mano, ma il Cavaliere non può fare nemmeno quello. Ha distrutto le due personalità che, all’interno del suo schieramento, avevano le spalle abbastanza larghe per caricarsi il fardello della leadership, cioè Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini. E’ rimasto solo un deserto di colonnelli, un aiutante di campo, Angelino Alfano, e i fidi alleati della Lega, che però sono troppo lontani ideologicamente per essere nominati nel testamento. Rimane l’assenza di alternative e il cerchio magico dell’inazione. Ma il potere, in queste condizioni, logora soprattutto chi lo esercita. Ecco perché non c’è neppure bisogno che Bersani s’inventi qualcosa o si metta a battagliare con Vendola. Il bastone del comando nei prossimi mesi cadrà in terra. Lui dovrà solo essere abbastanza lesto da raccoglierlo per primo.
Cerco di argomentare. La coalizione che sostiene il governo nei due rami del Parlamento non è quella uscita dalle urne e che ha goduto di un sostanzioso premio di maggioranza, ma una specie di coacervo di forze e persone differenti tenute assieme da un collante molto resistente: il potere. Ma il potere senza un orientamento ideale (o ideologico) è una specie di macchina celibe: un meccanismo che genera mostri, o, meglio, tenuto conto dell’eterno gusto italiano per la commedia, macchiette come Scilipoti. Berlusconi non ha più un orizzonte ideale, una stella polare con la quale indirizzare l’azione di governo. Rimane il suo carisma personale, ma anch’esso è corroso dall’età che avanza e che non riesce più a mascherare con il trucco televisivo.
A questo punto - per il bene della “ditta”, una metafora cara al suo attuale avversario, Pier Luigi Bersani – si dovrebbe passare la mano, ma il Cavaliere non può fare nemmeno quello. Ha distrutto le due personalità che, all’interno del suo schieramento, avevano le spalle abbastanza larghe per caricarsi il fardello della leadership, cioè Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini. E’ rimasto solo un deserto di colonnelli, un aiutante di campo, Angelino Alfano, e i fidi alleati della Lega, che però sono troppo lontani ideologicamente per essere nominati nel testamento. Rimane l’assenza di alternative e il cerchio magico dell’inazione. Ma il potere, in queste condizioni, logora soprattutto chi lo esercita. Ecco perché non c’è neppure bisogno che Bersani s’inventi qualcosa o si metta a battagliare con Vendola. Il bastone del comando nei prossimi mesi cadrà in terra. Lui dovrà solo essere abbastanza lesto da raccoglierlo per primo.
di Paolo Ferrandi - paferrobyday